Passeggiando con te mio dolce amore alla ricerca della mia strada

Stralci, ricordati, desiderati, immaginati e/o terapeutici, vissuti accanto ai miei figli e ad angeli con i piedi nelle scarpe, giocando con la vita che a volte si diverte con me, ma sto imparando a farlo con lei. "La speranza nasce sempre un’ora prima che il sole dia luce al giorno"(Giuseppe Aloi, mio figlio, l'angelo)
giovedì, 24 aprile 2008

Eroi di oggi

I miei e i tuoi figli che sopravvivono in questo caos

Gli angeli come Peppino, eterne speranze di un mondo migliore


Caparezza e tutti coloro che come lui pur non sapendo cantare o raccontare sono EROI PERCHé NON SI ARRENDONO

"Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,

eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà"

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l'attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l'otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l' Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
...fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t'affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne' l'Uomo ragno ne' Rocky, ne' Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C'è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

di Caparezza, Eroe ( Storia Di Luigi Delle Bicocche)





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venerdì, 11 aprile 2008

Passo 1°

Perché l'altro amore è quello che unisce tutti i fili
Perché la morte porta via solo l'ombra
Perché Gesù Bambino col Suo Babbo Natale non smettono mai di lasciar doni

 e così l'Epifania è in moto perpetuo



di Giuseppe Aloi, mio figlio l'angelo
da un dono d'amore di  http://aurisoloperme.spaces.live.com/

martedì, 08 aprile 2008

L'altro Amore                                                  (Passi verso)

Ho spremuto ricordi e impastato immagini
Ho leccato ferite e accarezzato sogni
E ora sono qui come guardassi dall'alto
E sono felice
Di questa sospensione
Di questa beatitudine
Forse saggezza
Forse vecchiaia

Forse è Amore
Quello che non si cerca o si trova,
Ma
da sempre
alberga in ognuno di noi
Ed è lì fedele e pronto a stringerti o a salvarti.

Quanta meraviglia!
E pensare che si va tanto lontano a cercare chissà cosa chissà chi
E spesso ci si ritrova al buio e al freddo,
E con i tuoi pezzi lì ammonticchiati da cercare per rimetter sù,
Mentre, invece, era già tutto Quì Quel pezzo di Dio che ti mancava,
Per Vedere
Per Sentire
Per Sapere
Per Essere
Per Avere l'Unica vera Vita che potevi avere.



Al piccolo nipotino di Babà,
madeinfranca , che arriverà al momento giusto, e a tutti i bimbi che abitano il nostro cuore e ci danno la mano ogni giorno e si chiamano Speranza



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martedì, 01 aprile 2008


Perché l'unica vera bandiera è il rispetto della vita, ma alle Olimpiadi io parteciperei ... senza capelli e con un manto rosso tibetano
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giovedì, 20 marzo 2008

Ultime cene

Il Cenacolo secondo Warhol

Ieri don Vittorio ha parlato del silenzio
E Oggi è giovedì di passione
E tra qualche ora Lei andrà a cercarLo, come io cercherò il mio,
Mentre Loro ci guardano già dall'alto.

Ascolta com'è denso
E sentila come graffia
E sembrerà infinito quel 
viscido e rantoloso  tempo,
Mentre Risorgi Cristo
guardati attorno
eravamo affianco a Te.

Dell'eternità dell'amore.

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sabato, 15 marzo 2008

Pace qui giù e lassù
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domenica, 09 marzo 2008

Rapine controgravitazionali


Esco or ora da una malattia infantile, donatami senz'altro con amore e guardacaso infusami nel periodo dell'anno in cui le mie difese immunitarie vanno in vacanza, prima decade di marzo.
Quando lei s'impossessa dei pargoli tutto sembra cantare, li vedi giocare, dare e prendere baci, ma quando lo specchio riflette l'immagine deturpata del CapoKresta allora sò cazzi acidi, figli e fratelli miei!
Ebbene sì è stato un duro colpo e alcune conseguenze ancora devono trovar altre strade. Cogitare in questo periodo è stato impossibile: l'immagine di me era a qualsiasi ora
COSTANTEMENTE SVEGLIA E DISPERATA.
Ebbene sì, mi vendico, questa foto l'ho rapita a chi m'ha resa ORRIBILE! Un W carico di coccole al mio secondogenito!!


Controcorrente

Controcorrente procedo
Vedo alberi che danno le radici al cielo
Saluto adulti bambini
Applaudo cuccioli di donne e di uomini perché cambieranno il mondo,
ne sono certa:
basterà
che abbiano i loro tempi per esprimersi
e che, poi, si diano la mano.

Un vento caldo accarezza i miei capelli,
ma per liberare gli occhi devo alzare la testa:
E' Peppino che ha spento quattro candeline in più.
Cresci figlio mio.
Ho messo le scarpe da tennis e ho allegerito il look,
va meglio vero?
Lo so, per te sono sempre bellissima.


by mammaKresta
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venerdì, 15 febbraio 2008






Oh tu che passi per esserci

Oh tu che passi perché ami l'anima e gli amori miei

Non è a te che questa mia è dedicata,


Ma lo è per chi malato della sua stessa vita ha bisogno di vivere quella degli altri:

Non ho altro da offrirti che la mia pena per la tua non essenza,

Sai il grande fratello non abita qui

né tantomeno qui si registrano telenovelle

E questa è solo una parte del mio Pantacù,

Tanto è il tempo di chi sa amare ciò che ha

E così aspetto che termini la quarantena,

Ti stancherai,

Perché quelli come te non hanno il dono della continuità

E i loro sogni non possono realizzarsi poiché non hanno respiro

E così la fine per loro non è l'inizio del per sempre.

Comunque, ti perdono
e  ti auguro
di vedere
di sentire
di vivere.



Vado in sonno, ne ho bisogno
e rimettiamoci nelle mani di thomas struth
che ha capito che l'opera d'arte siamo noi.
Per tutti, come sempre, fraternamente.




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venerdì, 25 gennaio 2008

Ho fatto un sogno


Ieri mentre andavo a scuola
e il sole era alto e il caffè era entrato nelle vene della mia città,
sognavo

 Che le preghiere

degli assetati
degli affamati
degl'infelici
dei malati
dei bimbi
e degli angeli
  fossero esaudite

E davanti a Cotanto
Divino Amore  ho pensato
che non riuscirei a chiedere di più
  E resterei ad ammirare quei fruscii d'ali, aspettando la primavera.


Ieri mentre ero a scuola un'anta di un armadio m'è caduta addosso,
un cucciolo d'uomo doveva testimoniare della sua esistenza
e ha forzato quello stipo, riponendolo come non fosse mai passato da là,
forse quello era l'unico modo a lui chiaro per farlo.

Poco più tardi gli occhi di suo padre mi sono entrati dentro
e ho ricordato i miei, quelli di quando i figli gridano  come possono
e noi lì disarmati, imperfetti ossimori.

Vado a fare i piatti che sono tanti,
ma la mano e il braccio mi ricordano che qualcuno ha lasciato un messaggio
e dovrò fare piano,
mentre il freddo incalza, dentro.

Ciao piccolo
spero che riusciremo a raccontarti nuovi mondi,
per dire che ci sei.


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lunedì, 21 gennaio 2008

Paradigmi tra semafori e catastrofi
              MARC CHAGALL: "White Crucifixion" 1938, oil on canvas, The Art Institute of Chicago    

Penso che un sogno così non ritorni mai più
mi dipingevo le mani e la faccia di blu



Così Chagall ispira Migliacci ad uscire dalla banalità del male

Così Croce tramonta con la sua parentesi
e da parte di quella cenere nasce
Yad Vashem


Così  la psicanalisi assolve il buio del cuore
di  Hitler e Stalin,
fratelli d'infanzia dell'autoritarismo,
per incapacità di vedere il dolore che infliggono

 
E la Shoah restituisce alla storia il sessantenne carnefice
lasciandolo puro e semplice mezzo,
per alfabetizzare le coscienze dei nostri cuccioli analfabeti emotivi

  E"Una stella brilla tra i trulli" per agganciare i contesti,
dando memoria ai luoghi affettivi

  E le catastrofi divengono spazi didattici dell'emozione,
per costruire percorsi di crescita umana,
spirituale
religiosa
culturale
e morale

  E così quei due nuovi semafori,
quelli che non c'erano quando mio figlio è passato da lì,
quelli che mi hanno presentato Maria come compagna di Viaggio,
facendomi dire ho fede in Te, ancora,
 Uomo,
faranno scrivere nuove storie,

Storie d'amore
(con su scritto  "io sono nel mondo")


Felici di stare quaggiù
 



A Francesco Terzulli, Dirigente Scolastico

A Mons. Vittorio Emanuele Marilli, Parroco col dono dell'Accoglienza
- Rettoria Maria Santissima delle Grazie, Talsano (Ta)


liberamente ispirata dal Seminario di studio "Insegnare la Shoah oggi" tenuto a Taranto il 16 gennaio 2008 presso l'Istituto Tecnico Commerciale Statale "Pitagora"a cura di:
Prof. Francesco Terzulli - Direttore del Corso;
Prof.ssa Cecilia Cohen Hemsi Nizza - Docente di letteratura francese e storia contemporanea;
Dott. Vinci Francesco - Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Taranto;
Avv. Paolo Ciocia, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Taranto;
Prof.ssa Titti Maffei, docente rappresentante la Regione Puglia per la Formazione sulla Shoah a Gerusalemme.
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martedì, 15 gennaio 2008

Per gli angeli della Shoah

Dimenticare è l'oblio dei popoli
Ricordare è prova della loro identità
Perdonare è riuscire a fare della memoria l' epifania,
Entrando alle crepe dell'Eden


Alle crepe dell’Eden

 

In una notte

in cui le piume degli angeli

si struggono

con il silenzioso

lacerante e affannoso

mendicare

 

qualcosa,

 

vidi i piedi di una donna

posati sulla superfice

di un torrente che scorreva collerico

 

il viso

delicato,

le mani

libere

baciare

l’ombra sinuosa

dell’oscurità

 

vestita di

 

foglie secche

e un pugno di sabbia

scivolata impercettibilmente

dal palmo della mano

di un bimbo

che bracca farfalle e raggi di sole

 

la luna percorsa

da solchi profondi e indelebili,

 

lacrime versate con parsimonia,

 

in cotanto vagabondare

 

trovai

un fiore

dal profumo di sangue secco,

dalla consistenza di un soffio di vento,

dal colore di un tramonto feroce,

 

un brivido percorse la corteccia degli alberi

che mi circondavano,

 

una melodia

dalle labbra degli albori

si sollevò

impetuosa

 

incendiai una poesia

scritta con il tormento

dell’immoto,

 

il tempo ha cominciato

a perdersi

 

non importa

ormai più

del frastuono di una clessidra

del suo vibrante assordare l’umanità

 

dalle pagine

della mia anima

 

alle crepe dell’Eden

 

esattamente

 

un bocciolo

che si lascia trasportare

tra le discese

del proprio indescrivibile

splendore.

dai 18 anni di Miofigliol'angelo, Giuseppe Aloi, 15 febbraio 2004, ore 11,18


SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

di Primo Levi








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lunedì, 14 gennaio 2008

"NON AVERE PAURA"

da APOCALYPTO di Mel Gibson
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giovedì, 03 gennaio 2008


Quando ero giovane scrivevo sui muri

Amo la vita perché anche tra le macerie si raccolgono fiori

Ora che sono grande ed è più facile che abbia dei nipoti che un altro figlio

penso che non c'è cosa più bella dell'amore perché non muore

non lasciandoti mai solo
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giovedì, 20 dicembre 2007

Storia di Natale

C'era una volta una piccola bimba dai lunghi capelli biondi e dagli occhi verdi,


gli abitanti del suo cuore erano fate e principi,

angeli e dimore da " e vissero felici e contenti",


ma già orchi, lupi, draghi e "caverne di sopravvivenze

l'imprigionarono rapendole i sogni.
 
Nel mentre cresceva edificava fortezze sempre più spesse ed innalzava mura sempre più alte per eludere i suoi nemici, con la sua armatura aveva imparato anche a giocare, come solo i cuccioli sanno fare e a gioire,nonostante, quando loro, poiché affaccendati da fatti adulti, le davano tregua. In quei momenti si guardava intorno e s'accorgeva che c'era altro oltre quel suo mondo: c’erano giovani che della leggerezza si nutrivano ed avevano nelle scarpe qualcosa che a lei non era concesso di capire.
 
E' cresciuta.


Alcune fate non sono state a guardare
e diversi angeli hanno fatto il loro lavoro,
dandosi il cambio per stanchezza
e l'amore a modo suo ha beffato pure la morte,
rapendole sorrisi e speranze
e l'abete con le sue minilucciole e con la sua democratica presenza

è sempre arrivato

(entra fiducioso anche nelle case dei poverelli!)

e ha raccontato

di lacrimoni, di delusioni e disillusioni, di perdoni e di doni,

per lungo tempo.

Sta arrivando un'altro Natale e c'è pure Rorò,
si sta facendo strada tra macerie e labirinti, abbattendo draghi ancestrali
e ai lupi sta raccontando che Cappuccetto Rosso non entra più nel bosco, perché hanno inaugurato una tangenziale per andare dalla nonna Enza,
gli orchi stanno rimpicciolendosi, divenendo piccoli uomini e piccole donne da evitare alla bisogna o da prendere a piccole dosi, lei l'aveva, ormai,capito bene, ma se la sua mano è stretta a quella di lui prendono, pure, le sembianze di persone care
delle caverne resta ancora molto e i fantasmi a volte fanno brutti scherzi, anche a Lui, perché usano le sue sembianze.


Ora sono qui con i miei occhi aperti,

come mi fossi svegliata da un lungo sonno,

qualche volta ho ancora freddo, i ricordi brutti non ti lasciano facilmente e la paura che possano ritornare i ladri dei sogni mi riporta in qualche caverna, ormai inutilizzata;

ho il mio cuore in mano, sono riuscita a difenderlo, sembra quello di un bimbo, perché ha fede, prendilo, Rorò e continua tu a far la guardia, finalmente io posso riposare.

La senti pure tu, Rorò, questa musica?

E' il valzer di Strauss,

ricordo che era l'unico sogno che sono riuscita a difendere,

volteggiavo per stanze, corridoi e nell'ascensore.

Vado a mettere l'abito di Natale e poi sono pronta,

andiamo a ballare.


Ehi, tu Peppino, ne sai qualcosa?



A chi ha fede Buon Natale

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martedì, 20 novembre 2007

CasAmore

Sono a casa, finalmente!
E' stata dura, ma ne è valsa la pena e...ho appena saputo che in quella vecchia è caduto il soffitto! Senz'altro amici miei la mia vita è cambiata davvero, sennò quel soffitto sarebbe caduto su di me...rido!
I cambiamenti si notano giorno per giorno e posso dire che col mio sguardo al cielo che quel sorriso che vedevo ora è più aperto e soddisfatto.
Molte mani mi hanno accompagnato fin qui,
le Vostre le ho sentite sulle mie spalle e...ho cambiato pure server come mi ha consigliato il mio Amico Ardovig...
Ringrazio i miei figli per aver creduto in me in questi grandi cambiamenti...
Sono grata ai miei fratelli per aver tifato per me e al mio papà per aver collegato fili e affetto, affinché la corrente, le tubature e quant'altro di tecnico potessero fare il loro mestiere, rendendo abitabile un nido.
Le speranze sono, dunque, cresciute in modo esponenziale e...sono pronta per nuovi e affidabili progetti di vita

Con amore da CasAmore



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